L’intelligenza artificiale sta entrando rapidamente nei processi aziendali: sistemi per monitorare attività e impianti, software di supporto alle decisioni, manutenzione predittiva, analisi dei dati, gestione delle risorse e strumenti capaci di automatizzare o suggerire determinate azioni.
Ma quando l’IA modifica il modo in cui le persone lavorano, il tema non è più soltanto tecnologico. Diventa anche una questione di salute e sicurezza sul lavoro.
Il nuovo D.Lgs. 179/2026, che adegua la normativa italiana all’AI Act europeo, rende questo collegamento ancora più evidente e introduce indicazioni che le aziende devono conoscere.
IA e DVR: quando serve valutare i nuovi rischi
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda la valutazione dei rischi. Quando un sistema di intelligenza artificiale incide sull’organizzazione del lavoro, sui ritmi produttivi, sulle modalità di svolgimento delle attività o sui processi decisionali rilevanti per la sicurezza, il suo utilizzo deve essere considerato nell’ambito della valutazione dei rischi prevista dal D.Lgs. 81/2008.
Questo non significa che l’introduzione di qualsiasi applicazione di IA comporti automaticamente la riscrittura del DVR. Significa, però, che l’azienda deve chiedersi se la nuova tecnologia abbia modificato le condizioni di lavoro o introdotto nuovi fattori di rischio.
Gli aspetti da considerare possono essere diversi: dall’interazione tra lavoratori e sistemi automatizzati alla possibilità di errori o segnalazioni non corrette, fino all’impatto sui carichi di lavoro, sull’organizzazione delle attività e sui fattori psicosociali. Se da questa analisi emergono modifiche significative o nuovi rischi, sarà necessario intervenire sulla valutazione e sulle relative misure di prevenzione.
L’intelligenza artificiale non sostituisce la responsabilità umana
Un secondo punto è particolarmente importante: delegare una decisione a un algoritmo non significa delegare la responsabilità.
Un sistema di IA può aiutare a individuare anomalie, prevedere un guasto, monitorare determinate condizioni o supportare una decisione. Il risultato prodotto dal sistema deve però essere inserito in un processo nel quale siano chiaramente definite responsabilità, procedure e modalità di supervisione. Soprattutto nelle applicazioni che possono avere conseguenze sulla sicurezza delle persone, occorre quindi stabilire chi controlla il sistema, chi verifica le informazioni prodotte e cosa accade in caso di errore o malfunzionamento.
La tecnologia deve supportare il sistema di prevenzione, non sostituirlo.
Informazione e formazione diventano centrali
Il nuovo quadro normativo richiama anche la necessità di garantire ai lavoratori un’adeguata informazione e formazione sui rischi specifici collegati all’utilizzo dell’intelligenza artificiale.
Non è sufficiente, quindi, spiegare semplicemente come utilizzare un nuovo software. Chi lavora con questi strumenti deve comprenderne anche finalità e limiti, sapere come interpretarne correttamente le indicazioni e conoscere le procedure da seguire quando il sistema produce risultati anomali o si verifica un malfunzionamento.
La cosiddetta AI literacy diventa così parte di un utilizzo realmente consapevole della tecnologia.
Monitoraggio dei lavoratori: attenzione a privacy e controllo a distanza
Particolare attenzione deve essere riservata ai sistemi di IA utilizzati per monitorare comportamenti, prestazioni o condizioni operative dei lavoratori. La finalità di sicurezza, da sola, non rende automaticamente lecito qualsiasi sistema di controllo.
L’azienda deve considerare anche la normativa sulla protezione dei dati personali e, quando applicabile, le disposizioni relative al controllo a distanza dei lavoratori. Diventa quindi fondamentale valutare quali dati vengono raccolti, per quale finalità, come vengono elaborati e chi può accedervi.
Da dove dovrebbe partire un’azienda? Prima ancora di chiedersi se sia necessario aggiornare il DVR, può essere utile partire da una domanda più semplice: sappiamo quali sistemi di intelligenza artificiale vengono già utilizzati nella nostra organizzazione e come incidono sul lavoro delle persone?
Un primo percorso di verifica dovrebbe quindi prevedere:
- il censimento dei sistemi di IA effettivamente utilizzati;
- l’analisi delle attività e delle persone coinvolte;
- la valutazione dei possibili nuovi rischi;
- la verifica dell’adeguatezza del DVR e delle procedure esistenti;
- la definizione delle responsabilità e della supervisione umana;
- l’informazione e la formazione delle persone coinvolte.
IA e sicurezza: non solo conformità, ma prevenzione
L’intelligenza artificiale può diventare un’importante opportunità per migliorare la sicurezza: può aiutare a individuare anomalie, anticipare situazioni critiche e supportare decisioni più rapide. Perché questo avvenga, però, deve essere introdotta all’interno di un sistema di prevenzione consapevole e strutturato.
Per le aziende la vera sfida non sarà quindi soltanto essere conformi all’AI Act, ma riuscire a integrare correttamente le nuove tecnologie nei processi, nella valutazione dei rischi e nell’organizzazione della sicurezza.
Preven può supportare le aziende nella valutazione dell’impatto dei nuovi sistemi di intelligenza artificiale sulla salute e sicurezza dei lavoratori, nella verifica del DVR e nella definizione delle misure di prevenzione, informazione e formazione necessarie.