L’utilizzo quotidiano di computer e strumenti digitali espone i lavoratori a rischi che non devono essere sottovalutati. Dall’affaticamento visivo ai disturbi muscolo-scheletrici, fino allo stress legato all’uso delle tecnologie, la normativa prevede specifici obblighi di valutazione, prevenzione e sorveglianza sanitaria.
L’impiego dei videoterminali è ormai parte integrante di numerose attività professionali. Impiegati amministrativi, addetti alla contabilità, operatori commerciali e personale tecnico trascorrono molte ore davanti a uno schermo, spesso alternando l’utilizzo di diversi dispositivi e applicativi. Questa modalità di lavoro, apparentemente priva di particolari pericoli, può comportare conseguenze per la salute, soprattutto quando le postazioni non sono ergonomicamente adeguate o l’organizzazione delle attività non prevede sufficienti momenti di recupero.
Per questo motivo, il D.Lgs. 81/2008 disciplina espressamente il lavoro al videoterminale, individuando obblighi precisi per i datori di lavoro.
Lavoro al videoterminale: quando scatta l’obbligo di sorveglianza sanitaria?
L’articolo 173 del D.Lgs. 81/2008 definisce come lavoratore addetto al videoterminale chi utilizza tali attrezzature in modo sistematico o abituale per almeno 20 ore settimanali, al netto delle interruzioni previste dalla normativa. Al raggiungimento di questa soglia si applicano le disposizioni del Titolo VII del Testo Unico, comprese quelle relative alla sorveglianza sanitaria.L’articolo 176 stabilisce che i lavoratori interessati siano sottoposti ai controlli del medico competente, con particolare attenzione ai rischi per la vista, per gli occhi e per l’apparato muscolo-scheletrico.
La periodicità ordinaria delle visite è:
- Ogni 5 anni per i lavoratori di età inferiore ai 50 anni, salvo condizioni particolari.
- Ogni 2 anni per i lavoratori che abbiano compiuto 50 anni e per quelli giudicati idonei con prescrizioni o limitazioni.
Il medico competente può stabilire una frequenza diversa in relazione alle condizioni di salute del lavoratore e ai rischi professionali.
Tecnostress: un rischio da considerare nella valutazione aziendale
Email, notifiche, piattaforme gestionali, videoconferenze e richieste di risposta immediata possono contribuire ad aumentare il carico cognitivo dei lavoratori.
Quando l’impiego degli strumenti digitali si accompagna a ritmi elevati, interruzioni continue e difficoltà di disconnessione, possono manifestarsi stanchezza mentale, irritabilità, difficoltà di concentrazione e percezione di sovraccarico.
Il tecnostress non costituisce una categoria autonoma di sorveglianza sanitaria obbligatoria per tutti i lavoratori che utilizzano strumenti digitali. Deve tuttavia essere considerato, ove pertinente, nell’ambito della valutazione dei rischi per la salute e la sicurezza, con particolare riferimento allo stress lavoro-correlato previsto dall’articolo 28 del D.Lgs. 81/2008.
Pause e postazioni ergonomiche: cosa prevede la normativa?
L’articolo 175 del D.Lgs. 81/2008 riconosce ai lavoratori addetti ai videoterminali il diritto a interruzioni dell’attività attraverso pause o cambiamenti di mansione.
Le modalità sono definite dalla contrattazione collettiva, anche aziendale. In assenza di specifiche disposizioni contrattuali, è prevista una pausa di 15 minuti ogni 120 minuti di applicazione continuativa al videoterminale.
Le pause sono parte integrante dell’orario di lavoro e non possono essere cumulate all’inizio o alla fine della giornata lavorativa.
Accanto alla gestione delle interruzioni, il datore di lavoro deve garantire postazioni conformi ai requisiti ergonomici previsti dall’Allegato XXXIV del D.Lgs. 81/2008, considerando sedute, piani di lavoro, disposizione degli schermi, illuminazione e condizioni ambientali.
Cosa devono fare le aziende?
Una corretta gestione del rischio da videoterminale non si esaurisce nell’effettuazione delle visite mediche periodiche. Il datore di lavoro deve verificare le effettive modalità di utilizzo delle attrezzature, valutare i rischi presenti e adottare misure di prevenzione adeguate.
In particolare, è importante:
- Individuare i lavoratori che utilizzano abitualmente videoterminali per almeno 20 ore settimanali.
- Valutare i rischi visivi, posturali e di affaticamento fisico e mentale.
- Attivare la sorveglianza sanitaria nei casi previsti dalla normativa.
- Verificare l’ergonomia delle postazioni e le condizioni ambientali.
- Garantire le interruzioni dell’attività previste dalla legge.
- Assicurare un’adeguata informazione e formazione dei lavoratori.
- Considerare i fattori organizzativi e digitali che possono contribuire allo stress lavoro-correlato.